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autofobia

L’ amaxofobia è un disagio piuttosto diffuso che consiste nella paura persistente ed invalidante di guidare un veicolo. Può influenzare la quotidianità, limitando la vita sociale e lavorativa e “frenando” l’autonomia.

La risposta di paura si sviluppa contingentemente alla guida oppure al pensiero di guidare (ansia anticipatoria) e provoca una reazione fisica che può essere caratterizzata da aumento della sudorazione, difficoltà respiratorie, tachicardia, mal di pancia, tremori. Si possono sviluppare di conseguenza comportamenti di evitamento,“soluzione” adottata per gestire l’ansia e non far scatenare la reazione di panico.

L’amaxofobia può essere classificata clinicamente nel DSM-5 come Fobia Specifica del sottotipo situazionale. La Fobia Specifica è definita come una paura persistente, della durata di almeno sei mesi, sproporzionata ed irrazionale verso oggetti o situazioni specifiche, spesso causa di stati ansiosi che possono assumere anche la forma di attacchi di panico. La persona, pur riconoscendo che la paura è esagerata rispetto al pericolo reale, tende ad evitare o a sopportare con forte ansia lo stimolo fobico. La fobia specifica, per essere clinicamente significativa, deve provocare uno stato di stress psicofisiologicamente rilevante ed interferire con la vita della persona. Nel caso del sottotipo situazionale si tratta di un’ansia invalidante causata da una situazione specifica.

È possibile distinguere la “paura di guidare”:

  • da soli, in assenza di una persona al proprio fianco;
  • di notte o quando la visibilità è ridotta;
  • in autostrada e su strade a scorrimento veloce;
  • nelle gallerie;
  • per valicare i ponti, in particolare se alti o lunghi;
  • nel traffico, in cui ci si può trovare bloccati o rallentati;
  • allontanandosi oltre una certa distanza da casa.

Spesso è presente la paura di investire pedoni, di trovarsi coinvolti in incidenti stradali (subendoli o provocandoli), di avere attacchi di panico o sintomi d’ansia alla guida. Tali paure possono portare la persona a guidare solo in specifiche condizioni, ad affrontare il volante con forte disagio, ad evitare del tutto la guida.

Diversi i fattori che possono condurre allo sviluppo dell’amaxofobia: presenza di un quadro generale di disturbo d’ansia; vissuti traumatici legati alla guida (essere coinvolti direttamente o indirettamente in incidenti stradali); presenza di stati di depressione; bassa fiducia in sé stessi e nelle proprie abilità; tema personale che rimanda ad un’ansia da separazione che mantiene la persona in una condizione di dipendenza o di ambivalenza tra autonomia e timore di crescere.

Diventa quindi fondamentale valutare attentamente la “cornice” all’interno della quale il disagio si colloca, al fine di avvalersi del trattamento terapeutico più adeguato al singolo paziente. La Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) risulta essere il trattamento d’elezione nei casi di amaxofobia. I punti centrali di un intervento psicoterapeutico potranno riguardare, a seconda dei casi: la gestione dell’ansia, l’identificazione e la modifica di pattern disfunzionali di pensiero, la riduzione della sintomatologia depressiva, il miglioramento della regolazione emotiva, l’aumento del senso di autoefficacia, l’elaborazione del conflitto dipendenza-autonomia.

 

Dr.ssa Cecilia Dionisi, Psicologa

Bibliografia di riferimento:

  • American Psychiatric Association (2013), Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorder. Tr. it. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, DSM-5, Raffaello Cortina, Milano (2014)
  • Massaro, F. (2014). La paura di guidare (amaxofobia): quando l’ansia afferra il volante.

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